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"Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo" - Mahatma Gandhi

sabato 4 febbraio 2012

Il Potere

da Raja Yoga di Swami Kriyananda

Per molte persone, il potere è sinonimo di muscoli, denaro o rumore.
Tuttavia, l'ascendente dell'uomo sull'animale non è dovuto alla sua forza fisica, ma alla forza mentale.
Le più fulgide epoche della storia sono state periodi di risveglio spirituale o culturale, non di spargimento di sangue.
La vera gloria dell'uomo non dipende da fattori esterni, ma dalla profondità con cui egli riesce ad attingere alle proprie risorse interiori.

sabato 28 gennaio 2012

Charlie Chaplin

di Charlie Chaplin

Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore".
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è "la vita".

sabato 21 gennaio 2012

L'arte della Felicità

di Tenzin Gyatso Dalai Lama

Perseguire la felicità è lo scopo stesso della vita: è evidente.
Che crediamo o no in una religione, che crediamo o no in questa o quella religione, tutti noi, nella vita, cerchiamo qualcosa di meglio. Perciò penso che la direzione stessa dell'esistenza sia la felicità [...]
Pare un concetto dettato dal senso comune e diversi pensatori occidentali, da Aristotele a William James, ne sono stati alfieri. Ma una vita basata sul perseguimento della felicità personale non è, quasi per definizione, improntata all'egocentrismo e all'auto indulgenza?
Non necessariamente. Anzi, da numerose ricerche risulta che sono le persone infelici a essere più egocentriche, socialmente isolate, propense a rimuginare e perfino antagonistiche. Si è riscontrato, invece, che quelle felici sono più socievoli, duttili e creative, e riescono a tollerare meglio delle altre le frustrazioni quotidiane della vita; inoltre, particolare più importante di tutti, appaiono più inclini all'amore e al perdono.
[…]
Partiamo dunque dalla premessa fondamentale che lo scopo della vita sia la ricerca della felicità e che la felicità costituisca un obiettivo reale, uno stato dell'essere raggiungibile compiendo passi concreti. A mano a mano che identificheremo i fattori capaci di condurre a una vita gioiosa, vedremo come la ricerca della felicità giovi non solo ai singoli individui, ma anche alle loro famiglie e alla società nel suo complesso.

sabato 14 gennaio 2012

A che serve possedere?

da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry

"A che ti serve possedere le stelle?" chiese il Piccolo Principe all'uomo
"Mi serve ad essere ricco"
"E a che serve essere ricco?"
"A comperare delle altre stelle se qualcuno ne trova"
"Io" disse il Piccolo Principe "possiedo un fiore che innaffio tutti i giorni e
possiedo tre vulcani dei quali spazzo il camino tutte le settimane. E' utile
ai miei vulcani e al mio fiore che li possegga. Ma tu non sei utile alle stelle.."

sabato 7 gennaio 2012

La scelta alimentare, un rituale d'amore

Mai come in questo momento storico dell’esistenza umana la vita ci chiama ad essere presenti in ogni scelta e in ogni azione.
Abbiamo compreso di non essere semplici osservatori di ciò che si manifesta nella nostra realtà ma di essere dei “partecipanti” alla creazione del “Tutto”.
Ogni scelta umana è una creazione con e per l’Universo intero, compresa ogni nostra realtà.
E nulla di più concreto, di più intimo e di più alchemico dell’alimentazione ci pone ripetutamente e quotidianamente davanti a questa con-creazione.
In che modo scegliamo e introduciamo nel corpo un cibo “che pulsa di una sua sostanza” e che diventerà il nostro sangue, la nostra mente e il nostro spirito, il nostro e l’altrui Universo, “il campo”?
I “Maestri” del nostro passato non conoscevano la chimica attuale ma, i Testi Sacri ci indicano quale sia l’importanza che il cibo ha nella pratica della ricerca spirituale, avvicinandosi in maniera prepotente a ciò che Max Planck (premio Nobel per la fisica nel 1918) ci ha rivelato con la “legge dei quanti”.
Ogni alimento contiene in sé dei principi chimici e delle sostanze che inducono, attraverso la loro assunzione, ad una trasformazione cellulare che si ripercuote nel comportamento, nel pensiero, nello spirito e nella salute dell’essere umano nella sua totalità.
Come possiamo tradurre in pratica, per i giorni nostri, per la nostra quotidianità tutto questo discorso che potrebbe apparire astratto?
Prima di tutto per poter comprendere quale sia, in un preciso momento, il cibo più adatto per noi, occorre essere totalmente presenti nel corpo.
Il corpo è saggio e sa esattamente quale sia la reale necessità alimentare. Sa esattamente come vuole essere nutrito per perpetuare la vita.
Per esempio: possiamo avere un’ idea, un desiderio di cibo dettati da un pensiero, un ricordo o un emozione ma poi, dopo aver mangiato, constatare che il corpo non lo ha accettato.
Scopriremo che in questo modo il corpo sceglierà una sola tipologia di cibo e non svariate e diverse sostanze; inoltre sentirà immediatamente il punto di sazietà e di soddisfazione che avverrà a tutti i livelli.
Sarà semplice riconoscere un cibo "vivo" da uno “morto”, un cibo “ integro” da uno “impoverito”, un cibo “semplice” da uno “sofisticato”….
Interrogando il nostro corpo e ascoltando il desiderio che il corpo stesso manifesta in quel preciso momento, potremo nutrire la mente e l'anima in totale armonia con la parte corporale.
Questa modalità di “connessione” in primis con noi stessi e successivamente, sia come qualità che come quantità, col cibo che diventerà di lì a poco il “nostro essere “ nella totalità di corpo, mente e spirito, porta enormi benefici a tutto l'universo proprio perché, così facendo, l'essere umano ne diventa intenzionalmente partecipatore.
A questa presa di coscienza consegue una presa in carico della propria vita e del proprio benessere che non viene più demandato a terapeuti e/o a specialisti, ma viene vissuto con la scelta di responsabilità.
Un detto rabbinico cita:“Prima di mangiare e bere, l’uomo ha due cuori, dopo aver mangiato e bevuto non ne ha che uno”.


Tratto da "La scelta alimentare, un rituale d'amore" di Maria Gabriella Santolisier (Naturopatia, iridologia, ricerche in alimentazione - kiethilonatura@tiscali.it)
Fonte:
Scienza e Conoscenza

sabato 31 dicembre 2011

Una forte determinazione di essere felici vi aiuterà

Un proposito ed un augurio per il nuovo anno tratto dalle parole di Paramahansa Yogananda:

Una forte determinazione di essere felici vi aiuterà.
Non aspettate le circostanze per cambiare, credendo erroneamente che in esse stanno le difficoltà.
Non fate dell’infelicità un’abitudine cronica.
E’ una benedizione per voi stessi e per gli altri se siete felici.
Se possedete la felicità voi possedete ogni cosa.


sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale

messaggio della Madonna di Medjugorie del 25 dicembre 1997

Cari figli, anche oggi gioisco con voi e vi invito al bene.
Desidero che ognuno di voi mediti e porti la pace nel proprio cuore e dica "Io desidero mettere Dio al primo posto nella mia vita!"
Così figlioli, ognuno di voi diventerà santo.
Dite ad ognuno "ti voglio bene" e questi vi ricambierà col bene ed il bene, figlioli, dimorerà nel cuore di ognuno.

sabato 17 dicembre 2011

Auguri di un VERDE Natale!

Il Natale è ormai diventato la quintessenza del consumismo. Eppure cercare di viverlo in modo diverso, educando sé stessi ed i propri figli alla riscoperta di un Natale più vero è possibile.


Consigli per vivere un Altro Natale
  1. Quest’anno prova a regalare solo cose fatte in casa: biscotti, torte, pane, marmellata, sapone. Su internet ci sono tantissime idee per creare giocattoli ed altro. L’anno scorso abbiamo fatto due lettini per le bambole usando delle cassette in legno della frutta.
  2. Se acquisti giochi, controlla che non siano stati prodotti sfruttando lavoro minorile.
  3. Confeziona i tuoi regali con fogli di giornale o con fogli bianchi con scritte e decorazioni tue.
  4. Considera di regalare solamente il tuo affetto con un semplice biglietto di auguri.
  5. Divertiti a costruire un albero di cartone e ad addobbarlo con fantasia. Invita amici e parenti per farti aiutare per una vera festa prenatalizia! Utilizzando cose recuperate durante l’anno, sarà diversa e speciale ogni anno. Puoi anche creare altri tipi di addobbi tipo stelle di natale, pupazzi di neve, angeli per decorare tutta la casa e da regalare.
  6. Regala il tuo tempo a qualcuno che ne ha bisogno. Coinvolgi anche i tuoi bambini. Sarà una bellissima esperienza per tutti!
  7. Prova a preparare una cena natalizia vegetariana o vegana. Facendo così dimostrerai amore anche per gli animali e per il pianeta.
  8. Il giorno di Natale o durante le feste spegni le luci e la televisione. Rendi la cena ancora più speciale a lume di candela.
  9. Concediti del tempo per riflettere su quello che è il vero significato del Natale.
  10. Scrivi una lettera a Babbo Natale ma, invece di scrivere cosa vuoi, scrivi cosa vorresti dare. Ti aiuterà a mettere in pratica i concetti di condivisione, generosità ed amore universale.
  11. Ricorda che un mondo migliore comincia sempre da te!

Tratto da "Auguri di un VERDE Natale" di Dannielle Heather Bizzocchi
Fonte: ilconsapevole.it

sabato 10 dicembre 2011

Spiritualità e concretezza

La spiritualità è innanzi tutto indipendenza di pensiero, di contemplazione e di azione nel rispetto dell’altro e, in secondo luogo, attività concreta di costruzione di un mondo migliore in prima persona e nella propria quotidianità.
La crescita e l’arricchimento interiore individuale e il miglioramento della propria qualità della vita sono obiettivi importanti e solo attraverso questi possiamo cominciare a migliorare un po’ il mondo.. almeno quel po’ che ci circonda.. il resto verrà di conseguenza.. come per osmosi.
Facendoci portatori (con i fatti, non con le parole) di uno stile di vita diverso, sostenibile (sia in termini ambientali che, semplicemente, in termini “umani”), basato sul rispetto per tutti e per tutto ciò che ci circonda, fondato (per quanto ci è possibile) sulla calma, la pace ed il servizio disinteressato; potremmo essere davvero pionieri di un nuovo mondo.
Solo cominciando a sentirsi responsabili in prima persona del degrado che ci circonda, possiamo sperare di superarlo.
Chi pensa che il cambiamento debba necessariamente avvenire attraverso i politici, i leader, la venuta di un nuovo "messia", le manifestazioni oceaniche in piazza, la creazione dell’ennesimo forum telematico o partito politico non fa altro che continuare a delegare ad altri responsabilità che sono invece sue.
“Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo”
Mahatma Gandhi


ispirato ed in parte liberamente tratto da "Pensare come le Montagne" di Paolo Ermani

sabato 3 dicembre 2011

sabato 26 novembre 2011

Come un bambino

di Swami Sri Sathya Sai Baba

I bambini vengono direttamente dall'Aldilà.
Ecco perché sono pieni d'amore e di fiducia.
Essi vivono esclusivamente qui e ora, perciò, sono fondati interamente sul loro Sé.
I bambini dormono molto, perché così possono continuare a godere della vicinanza a Dio.
Il loro corpo ha rotondità, forme piacevoli ed è tenero e snodato. La pelle soda e liscia.
Più il tempo passa, più si formano nuove strutture che sono importanti per la vita sulla terra: si sviluppano il pensiero, l'autocoscienza, la distinzione fra tuo e mio. Ed il corpo si indurisce.
Questo processo dura fino alla morte. Più l'uomo invecchia, più rigido diventa solitamente il suo corpo.
Ciò significa: la flessibilità è gioventù e vita. La rigidità è per la vecchiaia e la morte.
Conserva la tua flessibilità. Evita ogni rigidità. Trova il bambino in te, e trova il tuo gioco.
Gioca ogni giorno qualcosa e inverti il processo.
Invece di diventare sempre più rigido, diventa sempre più spensierato, sempre più tenero, sempre più leggero.
L'esterno è sempre un riflesso dell'interno.
Più diventi spensierato, più prendi contatto con il bambino, con le tue dolci, morbide e delicate parti, più il tuo corpo diventa flessibile. Ubbidisci con elasticità ai profondi paradossi, alle apparenti contraddizioni della vita.
Riconosci le grandi verità, perché puoi guardarle con gli occhi grandi ed innocenti di un bimbo.
Muori perciò giovane, perché hai potuto diventare vecchio giocando con il bambino che è in te.
Completamente flessibile perché la rigidità della vecchiaia non ha potuto trovare alcun arresto in te.
Pieno di splendore e pieno di benedizione.

sabato 19 novembre 2011

Sepharad

di Salvador Espriu (incisa su una delle porte della Sagrada Famìlia a Barcellona)

A volte è necessario e inevitabile
che un uomo muoia per un popolo
ma mai deve morire un popolo intero
per un solo uomo:
ricordalo sempre, Sepharad.
Fai che siano possibili i ponti del dialogo
e cerca di capire e amare
i motivi e le diverse lingue dei tuoi figli.
Che la pioggia scenda poco a poco sui seminati
e l'aria passi come una mano aperta
morbida e molto benigna sui vasti campi.
Che Sepharad viva eternamente
nell'ordine e nella pace, nel lavoro,
nella difficile e meritata libertà


sabato 12 novembre 2011

sabato 5 novembre 2011

L'Amore e la paura

tratto da "Messaggio per un’aquila che si crede un pollo" di Anthony De Mello

Alcuni affermano che esistono solo due cose al mondo: Dio e la paura; l’amore e la paura sono le sole cose.
C’è un solo male al mondo: la paura.
C’è un solo bene al mondo: l’amore.
Talvolta viene definito con altri nomi. Talvolta si chiama felicità, o libertà, o pace, o gioia o Dio o chissà cosa. Ma l’etichetta non ha grande importanza. E non esiste male al mondo che non possa essere fatto risalire alla paura.
Nemmeno uno.
Ignoranza e paura, ignoranza causata dalla paura: è da qui che deriva ogni male, è da qui che deriva la vostra violenza. La persona veramente non violenta, incapace di violenza, è una persona senza paura. È solo quando si ha paura che ci si arrabbia.
Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati. Avanti, riflettete. Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati e andate in cerca della paura che era sottintesa. Che cosa temevate di perdere? Che cosa pensavate che potesse esservi sottratto? È da lì che viene la rabbia. Pensate a una persona arrabbiata, magari una di cui avete paura. Riuscite a vedere quanto è spaventata? Lo è davvero. È davvero spaventata, altrimenti non sarebbe arrabbiata.
In ultima analisi, esistono solo due cose: l’amore e la paura.

sabato 29 ottobre 2011

Attenzione e Pensiero Dualistico

di Claudio Lamparelli

Esiste o non esiste Dio? Esiste o non esiste l'anima? Esiste o non esiste l'aldilà?
E' possibile rispondere a queste domande. Ma la risposta non può essere espressa né con le parole né con i pensieri. Se lo fosse, non sarebbe la realtà ultima, al di là della mente dualistica.
La mente di "Dio" non è affatto la mente umana.
Questo significa che alla realtà ultima non possono attingere le teologie, ma soltanto una mente che tace e che si fa pura presenza.
Ecco che cos'è la meditazione.

sabato 22 ottobre 2011

Consapevolezza nella vita di tutti i giorni

Cos’è che possiamo vedere?
Date un’occhiata attenta tutt’intorno a voi e notate ciò che i vostri occhi incontrano con lo sguardo. E’ interessante andare oltre a ciò che gli occhi vedono e classificano, per osservare più in profondità. Non è un marciapiede, è un insieme di strati grigi, marroni e neri mischiati e sovrapposti fra loro.
Cos’è che possiamo sentire?
Arriva l’autunno. Il canto degli uccelli cresce e si attenua di continuo. Qualche folata di vento inebria l’aria. Le finestre sono ancora aperte e la gente ride al loro interno. Le sirene urlano. Il suono può diventare una meditazione di consapevolezza, persino se si tratta di un suono che normalmente non amiamo in modo particolare. Possiamo praticare semplicemente prendendo nota e non reagendo; lasciando che il suono sia ciò che ci permette di uscire dalle nostre menti agitate.
Cosa possiamo annusare?
L’umidità del bosco. L’asfalto bagnato. L’aria che entra dalla finestra. Cos’è che vi scivola dentro? Lasciatevi guidare dal vostro naso.
Cosa possiamo avvertire?
Se abbiamo una penna vicino a noi, possiamo usarla come esempio. Che forma, che superficie, che angoli ha? O vogliamo parlare della sensazione che provano le vostre dita mentre digitate su di una tastiera? Lasciate la vostra intenzione e la vostra attenzione spostarsi proprio lì e cadere ben più in là di quanto pianificato dalla vostra mente, correndo verso la prossima cosa che avete intenzione di fare.
Cosa possiamo assaporare?
Assaporate davvero il cibo. Di che colore è? Che consistenza ha? Come lo sentite in bocca? Fare colazione può diventare una piacevole mini vacanza.
Il vostro respiro
Guardate il vostro respiro.
Questo è il metodo che preferisco per praticare la consapevolezza, perché il nostro respiro è sempre con noi. E il cambio repentino verso la quiete che lavora con il sistema nervoso parasimpatetico avviene non appena cominciamo a prestare attenzione.
Andare al lavoro a piedi (o con i mezzi)
L’occasione perfetta per una camminata meditativa. Possiamo notare le immagini, i suoni, le sensazioni sulla pelle nuda delle nostre mani, o quelle dei nostri piedi che prima si appoggiano e poi si sollevano da terra.
Se vi muovete in treno o in autobus, esistono molti modi per trasformare questi viaggi in momenti di pace: potete concentrarvi su uno dei vostri sensi, chiudere gli occhi e notare semplicemente il vostro respiro; oppure ripetere silenziosamente un mantra.

(liberamente tratto e adattato da "Yoga e Wellness A.S.D.")

sabato 15 ottobre 2011

sabato 8 ottobre 2011

La Nuova Medicina di Hamer

La Natura è da sempre la nostra grande maestra.
Se la si osserva, laddove è libera di esprimersi senza nessun intervento umano, si noterà che è perfetta: capace di trovare sempre un equilibrio armonico tra tutti i suoi elementi.
Perché allora nell’uomo (che biologicamente è parte della Natura a tutti gli effetti) non dovrebbe essere così?
Perché pensiamo che la nostra Natura sia imperfetta e sbagli continuamente facendoci ammalare?
Partendo da questi ragionamenti e da un grave caso personale, il medico tedesco Ryke Geerd Hamer ha tentato un cambio di paradigma che l’ha portato dopo anni di studi a sviluppare quella che oggi viene chiamata la Nuova Medicina di Hamer, secondo la quale la malattia (qualunque) non è un errore del nostro corpo, ma solo la risposta biologicamente sensata della Natura ad un conflitto vissuto nella nostra parte più primitiva.
Claudio Trupiano nel suo libro “Grazie dottor Hamer” (SecondoNatura Editore) porta, per chiarire questo concetto, l’esempio dell’alieno che, attraverso un super telescopio, si mettesse ad osservare la vita sulla Terra prestando particolare attenzione a tutti gli incendi che vi si verificano: cercando di trovarne una causa comune, non potrebbe far altro che notare che l’unica costante in tutti gli incendi è la presenza dei pompieri.. la deduzione ovvia sarebbe che gli incendi sono causati dai pompieri!
Secondo Hamer è proprio questo l’approccio sbagliato della Medicina tradizionale: si cerca a tutti i costi di combattere i “pompieri” e non si tiene conto che invece, la malattia, è solo la fase finale (quindi quella risolutiva) di un processo biologico bifasico del nostro organismo; il quale prevede una prima fase di reazione ad un conflitto in atto, generalmente asintomatica e quindi, per la Medicina tradizionale “inesistente” durante la quale il nostro corpo mette in atto dei meccanismi necessari a superare la fase “critica”; ed una seconda fase di riequilibrio a conflitto risolto la quale, invece, presenta normalmente i sintomi ed i dolori, ma che altro non è che lo strumento attraverso il quale la nostra Natura ritrova la sua abituale armonia.
Hamer attraverso i suoi studi ha creato delle vere e proprie tabelle di relazione tra le varie malattie (a partire dal raffreddore fino ad arrivare al cancro) ed i relativi conflitti che le hanno originate.. e come sempre in Natura, la corrispondenza non è data da un percentuale che può ritenersi accettabile (come avviene invece nella Medicina tradizionale), ma solo una casistica del 100% può essere accettata come regola naturale.. ed è proprio questo che Hamer ha dimostrato.
Certo non bisogna mai essere totalitari e schierarsi in maniera integralista da una parte o dall’altra, ma, proprio come ci insegna la Natura, il segreto sta sempre nell’equilibrio delle cose: è lo stesso Hamer a sostenere l’importanza della Medicina tradizionale ed il suo utilizzo in fasi di riparazione particolarmente gravi e dolorose, ma è importante essere consapevoli che quella che chiamiamo malattia non è altro che il meccanismo attraverso il quale il nostro corpo si sta riequilibrando e non un “errore” della Natura capitato “sfortunatamente” a noi.
Bisogna prendere coscienza del conflitto che ha generato tale reazione dell’organismo.. e regolarci di conseguenza.
La Natura, se la si lascia fare, non lascia nulla al caso.. e non sbaglia mai!


Per saperne di più:
VI ANTICIPIAMO CHE DAL 03 AL 06 NOVEMBRE 2011 SI TERRA' IL CORSO BASE INTRODUTTIVO ALLA MEDICINA DI HAMMER A SAN LAZZARO (BO)
clicca qui per vedere la locandina

sabato 1 ottobre 2011

Creatività

di Osho

La creatività è uno stato paradossale della consapevolezza e dell’essere.
E’ l’azione che scaturisce dall’assenza di attività: è ciò che Lao Tzu ha chiamato wei-wu-wei. Significa lasciare che accada qualcosa attraverso di sé: non è agire, è permettere un accadere. Significa diventare un canale, affinché il Tutto possa fluire attraverso di te; significa diventare una canna di bambù vuota, nient’altro che una canna di bambù vuota.
In questo caso qualcosa inizierà immediatamente ad accadere poiché, nascosto nell’essere umano c’è il divino: devi solo concedergli un po’ di spazio, un passaggio minimo per permettergli di fluire attraverso di te.
La creatività è questo: permettere a Dio di accadere; la creatività è uno stato religioso dell’essere. Ecco perché affermo che un poeta è molto più vicino a Dio di un teologo; un danzatore lo è ancora di più [...]
E ogni volta che sarai in sintonia con il ritmo naturale dell’universo, sarai un poeta, un pittore, un musicista, danzatore. Provaci!
Non dico che diventerete tutti dei Picasso o degli Shakespeare, non intendo dire questo. Tra di voi alcuni diventeranno pittori, alcuni diventeranno cantanti, altri musicisti, e altri ancora danzatori, ma non è questo il punto. Ciascuno, a modo suo, sarà creativo: potrete diventare cuochi, ma cuochi creativi; potrete diventare spazzini, ma spazzini creativi. Non vi annoierete mai, poiché farete le cose con estro. Anche quando farete le pulizie, avrete un atteggiamento meditativo, di preghiera; pertanto qualsiasi vostra azione avrà il sapore della creatività. [...]
Quando sei creativo, sei già ciò che saresti sempre voluto essere!

sabato 24 settembre 2011

La Dea Interiore - corso sulla femminilità

ALLA RICERCA DELLA DEA INTERIORE
IL FEMMINILE SACRO

.... Un viaggio nei sensi
nell'essenza del femminile
nell'espansione del piacere con gli strumenti
della danza orientale e di altre tecniche
nell'abitare il corpo e nel condividere le emozioni
un ritorno alla qualità della dea interiore.


Dal 1° Ottobre 2011 inizierà il nuovo corso (tutti i sabato mattina dalle 10 alle 11.30) condotto da Lucia Moccia, art counselor olistico e insegnante di danza orientale terapeutica ed emozionale.

Moccia Maria Lucia, dopo una formazione in ostetricia cominciata nel 1983 (Laurea in ostetricia -Università di Firenze con lode) ed esperienze nell’ambito della sessuologia e della medicina naturale (omeopatia, fitoterapia, alimentazione naturale, yoga), ha proseguito i suoi studi come musicoterapeuta e art counselor (Laurea in tecniche psicologiche - Università di Trieste) lavora per le donne nelle varie fasi di vita (adolescenza,maternità,menopausa) e nell’ambito della triade (madre-padre-bambino) con un approccio olistico; dopo una formazione Fids/Coni insegna danza orientale terapeutica ed emozionale, utilizzando elementi teatrali, musicali ed olistici per la ricerca della consapevolezza femminile del Sé e della relazione materna e di coppia, lavora sulla libera creatività, gli archetipi, sul risveglio del sacro femminino e dell’istinto femminile in armonia con il maschile.

Sabato 1 ottobre 2011 dalle 10 alle 11.30: PROVA GRATUITA (necessaria prenotazione allo 051/6516335)